21/02/13

Scuola, il grande inganno

La miserevole vicenda Giannino ci fa riflettere sul valore che da anni il nostro paese riconosce alla scuola: meno di zero.
Una generazione intera ha fatto sacrifici per mandare i figli all'universita', con l'orgoglio di far entrare cosi, per la prima volta, la laurea in famiglia.
Peccato che il laureato quando entrava in azienda rappresentava per anni la mosca bianca dell'azienda e tutti erano pronti a ricordargli che quel suo pezzo di carta valeva poco. E valeva poco perche" le universita' si erano sempre ben guardate dal capire il mondo del lavoro e dal cercare di interpretarne i bisogni futuri.
"Non e' il nostro compito" lo slogan di tanti professori.
Con l'aumentare della propensione alla scolarizzazione ecco l'occasione x la costruzione di una casta diversa da quella politica, ma altrettanto potente. E quando si vedevano gia' gli imminenti segni di declino del mondo del lavoro ecco la riforma del 3+2 e la proliferazione degli inutili master atti a certificare il pagamento di una quota piu' che il riconoscimento di una competenza.
Ci sono persone che hanno fatto master solo perchè cosi potevano sperare di conoscere altre persone. Ecco il grande inganno, cresciuti con la cultura della conoscenza x la raccomandazione, tanto conta piu' della competenza.
Giannino la laurea o il master potevi comprarteli, perchè ti bastava iscriverti, in fondo un titolo non lo si nega a nessuno, ti sei davvero fregato con le tue mani, a Bologna direbbero "cioccapiatti".
A te come alla gran parte di chi ha permesso di far valere nulla i nostri titoli di studio non perdono di averci ridotto un paese cosi ignorante dove x spiegare qualsiasi cosa bisogna perdere sempre quel tempo che permette agli altri di sorpassarci.
Piu' serieta' e selezione.

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