29/06/18

Quality Gate

Uno dei momenti più belli del mio lavoro sta diventando il "Quality Gate".
E' il momento della verità, in cui si decide se la nuova funzionalità o "business need" come ci piace definirla, è robusta abbastanza da meritare di essere consegnata ai Clienti che la potranno utilizzare nelle piattaforme digitali.
Lo sviluppo di una business need può durare anche parecchie settimane, se particolarmente complessa.

A me piace osservare e ricordare i momenti salienti che l'hanno caratterizzata per rendermi conto di quanta "umanità" è stata prodotta.
Dal primo giorno in cui abbiamo affrontato i ragionamenti con il NABC (ricordate Need, Approach, Benefits, Competition) agli ultimi in cui abbiamo deciso sulle soluzioni da apportare ai bug rilevati nei test.

Lavorando in una grande azienda, dove la digitalizzazione è in costante aumento, si ha l'opportunità di entrare in contatto con tantissime persone, ruoli, team, consulenti, manager.
Le professionalità, ma soprattutto gli stili sono davvero variegati, per cui amo personalizzare il rapporto per cercare di trarre qualcosa da ognuno di loro.

Spesso mi piace cercare modi diversi di coinvolgimento e questa settimana sono stato particolarmente soddisfatto dell'atteggiamento di molti al "Quality Gate". Sarà stata una domanda diversa dal solito che ho posto, ma sono stato quasi piacevolmente sorpreso dal vedere che ognuno staccava gli occhi dal suo pc per offrire quello spunto e quel gesto di attenzione nei confronti dei clienti per effettuare quel controllo in più o quella ulteriore miglioria.

Ogni volta è sempre meglio, l'affiatamento tra i team è altissimo, ma noto che anche l'introduzione delle persone nuove avviene con insospettabile facilità, dovuta all'attenzione di molti.

C'è un mondo di lavoro da fare, soprattutto nella digitalizzazione, coinvolgendo le persone nel giusto modo può rivelarsi davvero differenziante.

Ricordate di chiedere sempre ai vostri collaboratori "Tu cosa ne pensi?" Vi regaleranno spunti a cui non avevate pensato e vi proteggeranno da errori che state per commettere.

Adoro tutte le squadre con cui lavoro e che mi sopportano!




16/06/18

People first!


Un libro assolutamente da leggere per chi mette le persone al primo posto anche in un mondo che si sta sempre più digitalizzando.
Ho letto e riletto questo libro di Edoard Turelli, Human Centered Work, perchè è pazzescamente vicino a tutto quel che mi accade ogni giorno e sentivo, mano a mano che lo leggevo, che trovavo tanti spunti utili da applicare immediatamente. Ognuno dei 10 capitoli vi offre qualcosa per migliorare voi stessi e i vostri team.
Il primo sull'Agile non poteva non essere tra i miei preferiti. Provate ogni tanto ad affidare al team una missione!
Il secondo Workplace inizia con "Un posto dove si desidera e non deve si deve andare" è un concetto che ognuno dovrebbe avere sempre in mente.
Sul terzo Remote c'è tanto da riflettere, la collaborazione asincrona necessita di tante regole di comunicazione,
Il quarto "product" e il quinto "tools" meriterebbero dei libri dedicati, ma apprezzabile la sintetica vista sul tema,
Il sesto Autonomy è in assoluto il mio preferito perchè parla della motivazione delle persone, solo questo capitolo vale il libro "... lasciate vera autonomia e non ci sarà bisogno di forzare la motivazione..."
Il settimo Mastery andrebbe letto da ogni professional "... uno studio Deloitte ha stimato che l'emivita di una competenza varia tra 2,5 e 5 anni", temo che ancora pochissimi hanno compreso cosa significhi strutturarsi su una cultura dell'apprendimento continuo.
L'ottavo sulla cultura aziendale ti fa comprendere quanto tante aziende siano lontane anni luce da concetti basici
Il nono Hacking e il decimo Leadership parlano di approcci "ci si mette una vita a trovare le persone giuste, è il caso che le si aiuti a crescere perchè diventino il meglio che possono"
Insomma  leggetelo e se apprezzate la mia recensione votatela qui

Ps: incredibile e bellissimo trovare nel libro citate persone con cui collabori, complimenti Hoang!

03/06/18

L'arte della SEO


Era un po' di tempo che volevo aggiornarmi su temi SEO e ho scelto questo bel libro di Nereo Sciutto, Ceo di Webranking, società nota da anni su queste tematiche.
Sono 27 capitoli interessanti e non spaventatevi perchè non è nulla di incomprensibile, è scritto non solo per addetti ai lavori.
Tra quelli più interessanti che mi sentirei di consigliare di leggere:
- certamente il 3. Come cercano gli utenti, per cominciare a chiedervi se il vostro sito si sta attrezzando per il trend già fortissimo sulle query vocali;
- il 4 per tutto il tema sugli snippet;
- il 6 per verificare se la vostra cassetta degli attrezzi è ancora attuale;
- il 14 se ti avvicini per la prima volta all'importanza degli elementi strutturali della pagina;
- il 17 per riflettere con attenzione sull'importanza dei tempi di caricamento;
- il 25 sui KPI
Un piccolo appunto all'autore: il 21 sull'ottimizzazione mobile doveva essere assolutamente  più ricco di contenuti, ma immagino che avrà voluto tenere qualche segreto in più per qualche riunione con i clienti.

Mi è servito per portarmi a casa qualche domanda in più da porre a tutto il team, fatelo anche voi, non ve ne pentirete.
Potete leggerlo gratis anche attraverso Media Library, noleggiandolo comodamente per 2 settimane nella sua versione ebook.

Al solito, se vi è piaciuta questa recensione votatela qui su Amazon, da recensore in uno dei prossimo post vi racconterò una storiella interessante di qualche giorno fa.

24/05/18

Mind map collaborativo


Da alcuni giorni è uscita la nuova versione del software di Tony Buzan Imindmap.
Da anni appena esce, acquisto e aggiorno, a scatola chiusa, come facevo per il nuovo album del mio gruppo musicale preferito.
Anche quest'anno le novità non hanno deluso le mie attese, anche se la pecca più grande rimane quella dell'assenza di poter collaborare online.
Per questo motivo mi sono dovuto attrezzare con la versione americana mindmup, che collegata al tuo account google permette di sharare con collaboratori online ogni tipologia di mappa.

Ormai è uno strumento per me quotidiano e una delle mie più grandi soddisfazioni è constatare che ho contagiato tantissimi colleghi nel suo uso.
Pare finito il tempo in cui qualcuno mi apostrofava con "Cosa sono quei ragnetti?", sostituito da "Dai apriamo una mappa, facciamo in un attimo!"

Purtroppo Google stopperà il supporto all'uso collaborative di terza parti (come nel caso mindmup), per cui sono alla ricerca di nuovi strumenti sul tema.

Oggigiorno la modalità collaborativa è diventata imprescindibile e non potrei iniziare nessun progetto senza la disponibilità delle mappe.

Se qualcuno ha suggerimenti su piattaforme che offrono l'esperienza alla Google sul mind mapping, ascolto volentieri.

#mindmapping #collaborative

04/05/18

I benefici degli alti standard

Quest'anno mi è davvero piaciuta la lettera gli azionisti di Amazon di Jeff Bezos.
Ci sono ottimi spunti per riflettere se vuoi essere circondato da alti o bassi standard.

In questi anni, vista la crisi, molti hanno forse tralasciato questo aspetto e si sono accontentati di bassi standard producendo come risultato finale una qualità non ottimale e che nel lungo periodo è per forza perdente.
Circondarsi di alti standard ha effetti intangibili straordinari perchè è relativa alla professionalità che le persone decidono di esibire, coltivare, rendere rappresentativa di se stessi.

Bella la domanda "gli alti standard sono insegnabili o intrinseci?" (forse per non sbagliare il plurale meglio usare l'inglese intrinsic :-)
Anche per me è assolutamente vero che se metti una persona in un team con alti standard questa si adeguerà e anche lei raggiungerà buone performance, cosi come è vero il contrario che se inserisci una persona in un contesto con bassi standard si adeguerà alle basse performance.
Da qui la risposta che gli alti standard sono assolutamente insegnabili.

Gli alti standard, si chiede Bezos, sono universal or domain specific? Rifletti su questo e avrai un'ottima opportunità per continuare a rimanere umile.

L'ultima considerazione va assolutamente condivisa con più persone possibili: fondamentale è il riconoscimento del perimetro e di quanto sarà duro raggiungere quel risultato. Ogni giorno tendiamo a sottovalutare questo e a non voler ascoltare quelli che ti mettono in guardia sulle difficoltà che ci aspettano.

Leggendo questa lettera mi sento fortunato ad essere quotidianamente circondato nel mio lavoro da persone che mi "obbligano" a perseguire alti standard. Nel mio piccolo metto tutto il mio impegno nel condividere questa filosofia e nel richiedere a mia volta l'inseguimento di alti standard, per alimentare un circolo virtuoso.

Non dico di voler essere meglio di Amazon che, sempre nella lettera, cita di essere per l'ottava volta consecutiva l'azienda n.1 nell'indice di Customer satisfaction americano, per la quinta volta in quello britannico, la migliore nell'indicatore Linkedin come posto ricercato dove lavorare, etc... ma ... poco ci manca!