03/11/12

Pubblicità a buon mercato


Dispiace leggere le righe di Luca Conti sul tema delle risorse che vengono dedicate dalle grande aziende al fine di coinvolgere i blogger in questo articolo.
Si percepisce un po' di amarezza, non dettata da una mancata offerta economica, quanto dallo stile.

Siamo ancora molto indietro per quel che concerne la valutazione  del lavoro svolto su internet, purtroppo temo sia il concetto del gratis che sta permeando questo ambiente.
I clienti su internet pretendono tutto gratis, le aziende tenderebbero a voler tutto gratis il lavoro che vi sta dietro, in un circolo vizioso troppo pericoloso.

Ovviamente ho un po' estremizzato, ma il fatto che la redditività del mondo internet non decolli è in un modello culturale che fatica a cambiare.
Di chi la colpa? Dei tanti attori in gioco che non riescono a svoltare su tanti temi, spesso della scarsa preparazione di molti.
Occuparsi di pubblicità su internet è molto più difficile di quel che può esserlo negli altri mezzi. Perchè? Perchè lavorando su internet ci sono molte più domande a disposizione (e quindi molte più risposte) di quelle disponibili per altri mezzi.
Negli altri mezzi la pubblicità viaggia su mondi che non entrano in contatto diretto con il cliente. In tv, in radio, sui giornali, nella cartellonisitica, ci si deve affidare a stime campionarie per ottenere i risultati della resa pubblicitaria, si può dare la colpa dell'azione al venditore in negozio che non ha saputo tradurre correttamente l'offerta, etc... etc... Su internet le risposte sono lì, a portata di mano.

Spesso però la preparazione di chi affronta domande e risposte non è adeguata. Le stesse agenzie pubblicitarie che dovrebbero spianare la strada non stanno facendo un buon lavoro. Dal mio piccolo osservatorio assisto solamente a una divisione netta: o agenzie che dall'off line si buttano senza competenze on line (perchè prendere risorse skillate costa), oppure agenzie che provengono solo dall'on line e non hanno gli strumenti per seguire un cliente che non fa solo on line.

I blogger crescono d'importanza perchè hanno un seguito, naturale e nel loro piccolo grande ascolto hanno quel seguito che le aziende non riescono più ad ottenere, perchè il tempo dell'inondazione dei messaggi pubblicitari a pioggia è terminato da un pezzo.
Purtroppo, a discapito di chi si occupa di on line anche nelle grande aziende, non sempre si ha a disposizione quelle risorse che invece altri settori tradizionali hanno.

Non ti stupire quindi, caro Luca, se alcuni tentano la via breve per ottenere quell'ascolto disperato, la consapevolezza della forza del mezzo deve essere ancora del tutto acquisita, per non dire sperimentata.


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