23/11/12

L'italia che lavora e l'Italia che consuma


Oggi il mio piccolo osservatorio quotidiano mi offre 2 spunti che non mi fanno molto sorridere.
Primo episodio: partenza volantino sottocosto, signora sulla cinquantina che viene in negozio per acquistare l'Ipad, sta per uscire, ma suona l'allarme, farfuglia qualcosa, dice di aver dimenticato in reparto ... qualcuno le dice "Bene l'accompagno!" Con l'abilità di un elefante getta quindi per terra la custodia di un ipad che stava tentando di rubare... che tristezza! Spendi 400 euro per un ipad (lo saprai usare?) e rubi una custodia???
Abbastanza penoso.

Secondo episodio: un amico mi chiama per organizzare un concorso, mi chiede le modalità con cui va effettuata la garanzia sui premi. Mi dice "mi toccherà fare il deposito cauzionale in banca d'Italia, perchè la fidejussione mi serve subito e la banca non ce la fa a farmela con l'atto notarile come viene richiesto."
Ma scusa, gli dico io, guarda che basta che te la mandino scannerizzata, è un attimo!

Si ma la mia banca (primaria banca nazionale) si serve di un notaio ottantenne, perchè costa meno, che ovviamente non scannerizza, bisogna portarla e riportarla di persona,

Primaria banca? Notaio ottantenne? Perchè costa meno?
Costa meno rispetto a cosa? A una persona di banca che deve andare a portarla a mano e a un pony che poi deve andare a ritirarla???

Questa purtroppo è una piccola immagine dell'Italia, proprio piccola.

Fortuna che poi mi chiama Google e mi offre di fare il servizio fotografico stile google maps dei negozi e mi consolo un po'.

Posta un commento