14/11/12

Blogger o giornalista?

Oggi è il giorno del debutto di Luca Conti sull'Huffington Post, ovvero un blogger molto seguito (o influente) che decide di sbarcare in un posto riservato ai giornalisti.
Sarà un blogger che scrive gratuitamente all'interno di questo prodotto digitale.
Il primo post è immediatamente su un argomento caldissimo "Il giornalismo nell'era dei social network", ovvero come sta cambiando la professione del giornalista all'epoca dei social.

Mi piace commentare da spettatore, da consumatore e da persona che pianifica l'acquisto di pubblicità.

Da consumatore la fruizione dei quotidiani in questi anni è cambiata moltissimo, soprattutto per colpa del prodotto che ha perso negli anni sempre più qualità. Tradotto in maniera ancora più esplicita "sono pochi i giornali per i quali pagherei". Il perchè è dovuto principalmente al fatto che non mi fido di loro.
Essendo per lo più schierati, essendo per lo più la voce di chi li paga o della corte cui appartengono hanno perso la loro missione, ovvero informare correttamente il proprio lettore.
Molti di loro nel tempo hanno abbandonato questo scopo primario per inseguire altre logiche di profitto.
Da lettore mi sono sentito spesso tradito, preso in giro, perchè pagare per una notizia falsa, costruita artificiosamente, magari per assecondare qualcuno?

Da qui nasce la mia disaffezione per la gran parte dei quotidiani. Seguo solo qualche giornalista, che purtroppo da solo non può reggere un giornale intero.

Da qui negli anni l'avvicinarsi ai blogger che offrono approfondimento gratuitamente, ottenendo in cambio crescita di credibilità personale.
Perchè Luca Conti scrive gratuitamente sull'huffington post? Perchè sa che aumenterà la sua credibilità personale, il suo personal branding, che gli permetterà di crescere ulteriormente. Probabilmente ha trovato un altro modo di monetizzare la sua influenza (forse con i libri, con le consulenze che offre, etc...).

I giornalisti invece, legati a un concetto di fare giornalismo non ai tempi dei social, non sanno probabilmente come uscirne e si comportano esattamente come gli editori che scendono su internet e pretendono di vendere a impression. Destinati a morire per forza.

Il mondo continua la sua corsa cambiando determinati modelli. Come diceva quel proverbio? Chi è causa del suo male pianga se stesso.
Amo leggere e in pausa pranzo preferisco un bel libro, le notizie mi raggiungono in un modo o nell'altro, ogni tanto seguo qualche approfondimento


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