04/01/12

Modelli organizzativi di apertura social media

Libro davvero interessante quello di Charlene Li, Open leadership. A un collega ieri in una email scrivevo '... sto leggendo un libro su cui e' scritto esattamente quel che succede in azienda da noi...' Il collega replicava a una mia osservazione sul suo comportamento nella nostra pagina Facebook 'Certo che non ti va mai bene nulla...'
Al contrario, caro collega, il tuo contributo esemplifica bene il nostro atteggiamento. Stando al citato libro esistono 3 modelli di apertura ai social, organico, centralizzato e coordinato.

L'organico e' senza molta supervisione o controllo, a volte clandestino. Qualcuno dice 'Ehi dovremmo aprire un blog' e apre un blog. Qualcun altro dice 'Secondo me ci serve Facebook per fare marketing' e apre o posta nella pagina. Ciascuna fa il suo lavoro, ma lo fa nel modo più adatto ai rispettivi dipartimenti e obiettivi.
Lo applica Microsoft, dove ci sono un gran numero di blogger interni, liberi di scrivere quel che vogliono dove vogliono.

Centralizzato. Più di frequente, le aziende iniziano con uno sforzo centralizzato, solitamente con il sostegno dell'alta dirigenza, convinta che l'azienda o il dipartimento debba aprirsi di più ai clienti e operare nei social media. Di solito vengono sviluppati un piano e una strategia e se qualcuno non si attiene alle linee guida viene invitato a tornare in carreggiata. Le decisioni strategishe sono prese a livello centrale, per consentire di muoversi in modo rapido, risoluto e coordinato.
Starbucks e Ford sono un esempio di questo modello. In Starbucks è Alexandra Wheeler a tradurre i social media in un linguaggio comprensibile a manager e dipendenti. In Ford questo ruolo è svolto da Scott Monty.

Coordinato. In questo modello c'è un forte elemento di centralizzazione: linee guida, policy, best practice e magari anche piattaforme tecnologiche per blogging e community. Spetta poi a ogni reparto o persona selezionare i collaboratori, stanziare budget e concretizzare iniziative.
Croce Rossa e Hewelett Packard sono un esempio di questi modelli.

Quale il modello migliore? anche nel libro naturalmente si risponde "dipende", io direi soprattutto che i modelli vanno provati e riprovati e se qualche modello non funziona non bisogna desistere.
Io infatti non desisto...

Consiglio davvero a tanti il libro. è anche in ebook.
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