11/11/12

Aiuti invisibili

Ognuno di noi, nel proprio campo, non può mai pensare di riuscire ad essere bravo senza ricorrere all'aiuto degli altri. Pensare di poter essere indipendente dall'aiuto degli altri sarebbe una grave errore di presunzione.

Avendo fatto per tanti anni l'arbitro e ora andando a giudicare le prestazioni dei più giovani trovo molte similitudini con il mondo del lavoro (o almeno mi piace trovarle).

L'arbitro in campo è da solo o almeno cosi può sembrare, il fischio lo deve emettere solo lui, la decisione finale è sempre sua, ma commetterebbe un grave errore se pensasse di essere da solo. Il regolamento è sempre accanto a lui, nel suo cervello, è il suo primo amico, ogni volta che lo segue non sbaglia. Ci sono 2 assistenti che può sempre, anche con lo sguardo, consultare. Ci sono gli atteggiamenti dei giocatori che spesso ti rivelano la decisione giusta da prendere, ci sono le tante esperienze vissute in precedenza che ti devono aiutare a ricordare quali erano le giuste decisioni in casi simili, ci sono i tuoi colleghi più anziani che puoi consultare per sviscerare  la decisione presa affinchè possa essere ulteriormente migliorata.
E potremmo citare tanti altri aiuti, dalla preparazione atletica a quella psicologica, che possono rivelarsi fondamentali.

Anche nel lavoro è cosi. Sbaglia chi tende ad essere individualista, chi non si confronta con il collega più esperto, chi non ti aiuta perchè un giorno toccherà anche a lui aiutarti, chi non ti segnala quell'errore, chi si muove incautamente.

Scrivo cosi perchè in questi giorni mi sono sentito molto al centro di tante situazioni, ho aiutato e sono stato aiutato, ho preso e ho dato. Consiglio a tutti, a più livelli, di dare e prendere in ugual misura, perchè come l'arbitro quello più bravo è quello che sbaglia meno, grazie anche all'aiuto degli altri, pensateci!

E grazie ancora a quelli che questa settimana mi hanno aiutato!

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