26/09/12

A cosa servono i blogger?


Mi faccio trascinare anche io nel dibattito che si è scatenato in questi giorni relativamente ai blogger.
Ormai sono considerati come il santo graal da tanti progetti e tanti si stanno cimentando nello sfruttamento anche sprezzante della loro attività.
Anche per esperienza professionale sembra che i blogger possano rappresentare la soluzione alla domanda "Come facciamo a catturare l'attenzione dei tanti clienti che potenzialmente abbiamo sparsi in rete, che ormai abbiamo capito non vogliono più farsi catturare dai vari spot che proponiamo sugli altri mezzi?" ma anche alla domanda "Dobbiamo andare sui social con un progetto, come facciamo? Coinvolgiamo i blogger!"

Chi sono quindi i blogger e a cosa servono? In questi giorni di dibattito seguito al debutto di quel giornale che promette di rivoluzionare il giornalismo on line mi è piaciuto leggere il profilo che ho trovato qui sul blog Invisible Arabs, cosi come ho apprezzato l'attacco iniziale di uno dei famosi blogger reclutati, (anche su un po' mi meraviglia che abbia aderito) del quale cito testualmente "I problemi nascono quando tutte quelle testate fanno finta di essere diverse ma in realtà sono tutte uguali e nel 90 percento dei casi si mettono d'accordo su cosa far sapere e su cosa nascondere. Per esempio, fanno vedere tutte il bicchiere pieno anche quando in realtà è vuoto."
Stanchi di leggere giornalisti schierati in tanti hanno trovato più piacevole leggere altro e informarsi in altro modo. Il blog è anche per me un luogo di sperimentazione, dove cerco di tenermi in allenamento sul modo di esporre, sul modo di intrecciare relazioni, sul modo di essere ascoltato dalle aziende.
Cerco di comprendere come si fanno certe azioni, come si sviluppano, è la mia piccola palestra personale, per essere pronto quando sollecitato, perchè ogni progetto necesita sempre di una bella storia da raccontare.

Oggi per esempio l'azienda dell'analista di ieri mi ha "beccato", segno che stanno effettuando un monitoraggio attento, ma non è semplice poi dialogare. 
Come mai per esempio tanti non si fanno vivi e non si accorgono che invece in rete si parla di loro? Siamo solo all'inizio di un nuovo modo di relazionarsi e forse i blogger potranno dare qualche consiglio.

Però non saranno la soluzione di tutti i problemi!

Ps: bello un tweet di oggi che definisce l'Huffington Post come il Benjamin Button dei media on line. La cosa positiva è che può solo ringiovanire. 
Una sintesi splendida!


Posta un commento