22/05/12

Annulliamo le feste



Lettera aperta al mio presidente.
Sono un arbitro di calcio della sezione di Bologna, di quelli che hanno fatto il corso perchè attratti da un articolo sul giornale "Vuoi vedere gratis i Mondiali? Vieni a fare l'arbitro!"
Era il 1988-89, erano i miei anni dell'università, avevo capito che continuando a giocare a calcio avrei collezionato solo infortuni alle caviglie nelle serie minori. Non conoscevo nessun arbitro, timidamente curioso venni in sezione, ci trovai un presidente vulcanico che mi attaccò la passione per l'arbitraggio e per un mondo fatto di solidarietà che non ho mai trovato da nessuna parte.
In 24 anni grazie a quella passione ho girato tutta l'Italia incontrando tante persone pronte a darti un consiglio, a ospitarti a casa loro senza mai averti conosciuto, a venirti a prendere all'aeroporto e portarti in giro per la città passando con te l'attesa di una partita, dividendo con te un panino, una pizza o un rimborso spese che spettava ingiustamente solo a 2 su 3. Ho imparato a fare altrettanto, sono diventato uomo imparando ad assumermi le mie responsabilità in campo come nella vita, imparando a sostenere le mie idee e a pagare anche per quelle.
Sono orgoglioso di avere portato in giro il nome della sezione che riecheggiava in tanti piccoli campi sparsi al termine delle formazioni "Dirige il sig. Baraldo della sezione di Bologna".
Naturalmente è stata la regione Emilia Romagna la terra che ho "battuto" di più, la mia regione.
Ora la mia regione è ferita, conosco tutti quei comuni perchè sono stato tante volte in quei campi, Finale Emilia, Sant'Agostino, Crevalcore, Bondeno, Mirandola, etc... quante volte la domenica, dopo aver mangiato un piatto di spaghetti alle 11,30 preparato dalla pazienza infinita di mia mamma, partivo per arrivare in uno di quei paesi. Il rito era sempre andare a bere un caffè nel bar del paese dove entravi con la tua giacca e cravatta e le persone presenti ti guardavano dandosi un colpetto e cercando di non farsi vedere "quello è l'arbitro" e aspettavno il tuo "scusate per il campo sportivo?" E tutti erano sempre pronti a darti le indicazioni oppure a dirti "io sto andando là, se vuole facciamo la strada insieme".
Di quell'atmosfera mi ha sempre colpito la tranquillità, la serenità delle persone, soprattutto se paragonata alla mia inquetudine di ragazzino che cerca di trovare una strada nel mondo, felice per esempio di lavorare a Londra, ma impaziente di indossare la divisa da arbitro a Sant'Agostino.
Sono certo che sia una storia comune a tanti arbitri della sezione di Bologna.

Sabato 26 maggio c'è la nostra festa, si festeggiano i 90 anni della sezione, 90 anni di questi riti domenicali.
Presidente ti chiedo di annullare la festa, qui non c'è nulla da festeggiare, sabato portiamo tutto il budget della festa a chi ha bisogno, ho scritto alla sezione di Finale Emilia che non mi ha ancora risposto, ma di sicuro ci sarà bisogno di tanti soldi per aiutare le persone della nostra regione così duramente colpite.
Sono certo che possa essere il miglior modo di festeggiare il nostro orgoglio arbitrale.
Sarebbe anche il modo preferito di ricordare un amico degli arbitri che quest'anno ha deciso di non venire alla nostra festa.
Ricordo Maurizio Cevenini che alla festa del 2006 intervenne a sostenerci in pieno scandalo Calciopoli, "Siete delle persone perbene, io vi conosco e vi ho sempre sostenuto, se qualcuno ha sbagliato pagherà, ma rimanete fieri del vostro modo di essere, siete la parte sana del calcio, che va aiutata e sempre sostenuta, io sono qui come rappresentante delle istituzioni e sono qui a sostenervi nel vostro momento più difficile!"
Caro Presidente, ora è il momento più difficile di altri, decidi di sostenerli, anche Maurizio da lassù sarebbe orgoglioso del nostro gesto e sull'onda del nostro esempio anche le tante sagre e feste paesane potrebbero fare la stessa cosa.

Gli arbitri bolognesi diano l'esempio per primi nel sostenere i disagiati del terremoto della nostra regione.


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