04/04/12

Regole, regole, regole

Il calcio, si sa, è un'industria tra le più importanti e nel nostro paese mantiene tante persone.
Dove girano tanti soldi, girano anche tanti tentativi di far soldi facili, da qui gli illeciti veri, presunti o millantati.
Ieri sera il Milan è uscito per un calcio di rigore, definito prontamente assurdo dai nostri media, scandaloso da tanti addetti ai lavori, il capitano Ambrosini è uscito dicendo "in area ci sono sempre tante trattenute, allora si dovrebbero dare tanti rigori".
Lo so che tirar fuori lezioni dal calcio è amorale, ma ci trovo alcuni segnali che il nostro paese ancora non coglie. Il nostro paese non coglie che ci sono delle regole internazionali che vanno rispettate, non coglie che all'estero se ne fregano del fatto che da noi in Italia certi rigori non li fischiano.
Il problema sta proprio qui, che finchè tutti i media, che in teoria dovrebbero essere anche un po' responsabili delle formazione del pensiero di un paese, gridano allo scandalo l'opinione pubblica non cresce e pensa di aver subito un torto quando in realtà non lo è.
Sbagliano i nostri arbitri che ogni domenica, fateci caso, sui calci d'angolo perdono minuti a dire "Fermi tutti, lo sapete che non si può strattonare, 5 fermo ti ho visto..." Se invece applicassero il regolamento e ci fosse qualche rigore in più dato senza preavviso qualcuno capirebbe la regola "Se trattieni un avversario per la maglia da dietro è fallo, se è fallo è rigore." Perchè gli arbitri preferiscono non fischiare, ma dire ai giocatori state buoni? Perchè poi scontenterebbero le squadre che alzerebbero la voce etc... etc... cosi onde evitare, prevengono e non fischiano. Peccato che poi quando andiamo all'estero qualche arbitro applica alla lettera il regolamento.
Purtroppo è come quando gridiamo allo scandalo perchè vogliono farci rientrare nei parametri europei di spesa dello stato. Come? Non si può essere un paese con il 50% di evasione?
Manca la cultura, il senso civico, il rispetto delle regole. Giochiamo regolarmente e poi protestiamo. L'avversario lascialo giocare senza trattenerlo e poi grida allo scandalo.
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