07/11/11

Fino a che punto scrive il blogger?


Quale esercizio di politica fa ogni giorno un blogger?
Mi ero ripromesso di scrivere del mio lavoro e oggi vorrei parlare della delusione di alcuni miei fornitori che hanno approfittato della mia buona fede.
Leggendo però l'interessante (anche se speravo di poter scrivere interessantissimo) libro di Massarotto "Social Network " mi rendo conto quanto, se vi fossero mai stati dubbi nella mia mente, siano indelebili le tracce che si lasciano sul web.
Sempre di più si ha la tentazione di andare on line e condividere le proprie problematiche, dire "guardati da quel fornitore, perchè etc..." Purtroppo come in tanti aspetti della relazione cliente-fornitore si farebbe presto, ma questo non farebbe altro che generare problemi.
A volte però mi chiedo perchè devo essere sempre io a comportarmi da saggio, perchè ascolto i clienti e cerco di recuperarli e quando invece il cliente sono io devo sempre capire, comprendere, pazientare.
Sempre di più è vero comunque quanto è scritto sul libro, in rete si generano tante conversazioni che andrebbero ascoltate. Purtroppo vige molto ancora un vecchio modo di fare affari. Ho la fila di aziende che mi chiamano per sviluppare un'app, quando invece avrei bisogno di altre aziende che mi contattassero.
Ovviamente qui non posso dire altro, ma se qualche mio fornitore è all'ascolto si sentirà certamente tirato in causa.
A proposito di politica... pare che anche in Italia il governo cadrà anche razie a twitter... con l'hashtag #vivalafuga.
I mercati pare abbiano considerata buona la notizia, è un momento storico? Affido al blog l'occasione di ricordarmelo tra qualche anno...
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