05/03/13

Pensare in grande o coscienza dei propri limiti?

Una conversazione con un fornitore di oggi mi offre lo spunto per una riflessione: nel lavoro di tutti i giorni quanto spazio abbiamo per pensare in grande? Quanto ci sentiamo di azzardare, di pensare in modo inconsueto? In momenti di crisi meglio stare allineati e coperti o provarle tutte perchè visto che va cosi male si può provare di tutto?
Dipende anche molto dalla consapevolezza dei propri limiti, a volte anche comprendere le proprie reali potenzialità è forse più importante di osare in continuazione, bisogna saper unire fantasia e pragmatismo, perchè come si direbbe in ambito sportivo, è bello essere apprezzati per il bel gioco, ma ogni tanto bisogna obbligatoriamente muovere la classifica.
Quando si tratta di pensare in grande non mi tiro mai indietro, mi piacciono i progetti ambiziosi e mi trovo a mio agio quando si può pensare in grande.
In una società sempre più asfittica, sempre più ridimensionata, sempre più votata alla preoccupazione sembra quasi un difetto a volte "aggredire" le situazioni, cercare di trovare una propria strada, proporsi in modo determinato.
Spesso ci vuole fortuna, bisogna essere al posto giusto al momento giusto e a volte non basta nemmeno quello, ma la fortuna va propiziata, le occasioni vanno costruite.
Anche se riceviamo tanti no, non è detto che la risposta sia sempre no.
Proviamo noi per primi a dire di si e ad accettare di pensare in grande, anche con piccoli strumenti.
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