14/11/11

Ricerca di lavoro, cercasi strategie!

Non possono non colpirmi 3 episodi recenti.
Sms da parte di un'amica "Mi hanno offerto questo, ma non sono sicura perchè non vorrei cadere dalla padella alla brace, che ne pensi?"

Ore 8,55 un collega chiama una persona, attualmente senza lavoro, che gli era stata suggerita da una persona affinchè, per favore, gli facesse almeno un colloquio. Della serie, se puoi me lo raccomandi.
Il collega lo chiama e questo, 29 anni, era palesemente a letto che dormiva.

Nel primo caso ci troviamo di fronte a una persona che non ha comunque le idee chiare sulla strategia che intende adottare, anche se ovviamente parliamo di una situazione in cui non abbondano le occasioni, per cui quelle poche che arrivano devono essere tutte a priori valutate.
Nel secondo siamo di fronte a una situazione in cui ci si può permettere di lunedi mattina di dormire ancora alle 9 del mattino... sembra pazzesco in una situazione lavorativa cosi disastrosa.

Ho trovato invece molto più efficace la email di un mio fornitore che qualche giorno fa mi ha scritto se poteve candidarsi per una nostra posizione.

Temo che nonostante l'incarico dato a Super Mario si prospettino mesi sempre più difficili e diventerà sempre più fondamentale avere una strategia bene definita per cercare o cambiare lavoro.
Purtroppo sul tema vedo sempre poche idee abbastanza confuse, anche da parte di persone che sono professionalmente molto evolute.
Sento per esempio persone con incarichi anche molto elevati interessarsi a master di perfezionamento per laureati con qualche esperienza, etc... etc... mancano strategie e piani di carriera con orientamenti precisi, manca una cultura della costruzione delle competenze.
Di chi la colpa? Certo delle scuole, delle università, ma anche delle nostre coscienze, brancoliamo troppo nel buio senza mai chiederci "se perdessi il lavoro oggi cosa farei?"
Anche di recente mi ha turbato sentire che un amico era caduto in depressione proprio per essere stato licenziato su 2 piedi, per 1 anno, ha affermato, non ho saputo cosa fare, come cercare lavoro, mi sentivo una persona zzerata anche nelle mie possiblità sociali.

Ecco, questo non deve accadere per una società che vuole portare l'età pensionabile a 67 anni. Il problema non è tanto dire che bisogna lavorare fino a una certa età, ma è aiutarli nelle varie situazioni di "sfotuna" in cui il lavoro non c'è.
Il libro di Rampini "alla mia sinistra" è da leggere percè fa molto riflettere. Dice apertamente di andare all'estero a vedere quel che accade, a me non sembra un cattivo suggerimento. Non dice di scappare, ma di andare a dare un'occhiata. Sarebbe la prima cosa che farei se mi capitasse, la prima cosa che suggerirei se avessi un figlio.
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